mercoledì 30 settembre 2009

ELOGIO DELLA SBRONZA PERFETTA


Da bravo italiano ho sempre sostenuto il vino a cena e il superalcolico per il dopo. Poi è iniziata l'era della Guinness. E' un processo lento l'ubriacatura perfetta. Non devi avere fretta. Non devi pensare a raggiungerla. Te ne esci, ti raccogli con qualche amico al primo pub in Temple Bar, tipo il Teac na Ceibe, entri e snusi quel tipico odore misto di sudore e birra versata sul legno, senti i canti sgangherati degli irish già ubriachi - hanno attaccato a bere alle 5,30 dopo il lavoro - apprezzi gli archi intonanti le tradizionali musiche popolari irlandesi che poi virano verso acustiche versioni di U2, Oasis e Cranberries. E la prima pinta di Guinness, che riempita oltre l'orlo ha concorso anch'essa a rinverdire lo strato di appicciaticcio sull'impiantito di legno e quell'odore di cantina, è già finita e allora il tuo amico paga il prossimo giro.
Al terzo turno vi dite: meglio esplorare altri pubs. Esci nell'aria frizzante che è una secchiata d'acqua fredda sul tuo cervello che sbollenta quei primissimi calori alcolici.

Cammini e stai attento a non farti spaventare dall'uomo-statua-shrek che salta sulla cassapanca quando ormai hai detto non lo fa più e ti sei rilassato (usando lui la stessa tecnica del Maestro D.Argento), e non puoi non fare un giro al Fitzsimon. Altra musica dal vivo, più rockeggiante di solito e un altro paio di Guinness. Il tuo organismo nel frattempo non si è proprio dimenticato delle birre precedenti; un po' le ha pisciate, un po' le ha rimosse, intontite dal vento che soffiava come una bora.
Non si sa bene se te la spillano meglio, se è diversa la qualità, l'aria, o solo una suggestione, ma qui si possono bere 5,6 pinte in scioltezza. Ogni volta è un incontro di un vecchio conoscente, il sapore leggermente metallico e amarognolo e pastoso del liquido che si fa precedere dalla schiumetta bianca, che a metà pinta è finita e tenti di rinnovare facendo roteare il bicchiere in senso orario.
La gente ti parla. Gli irlandesi fai fatica a seguirli (già da sobri, figuriamoci) gli spagnoli li riconosci da una sala all'altra, gli italiani pensano ci sono troppi italiani in giro ma fanno combriccola e le ragazze sguaiano e ammiccano e ti parlano e se ne vanno via ma altre rimangono e c'è comunque interazione perchè più ingolli litri di birra, filtrata per metà dalla tua vescica che ti costrinte a 4-5 pit-stop in una serata, più diventi come l 'aria di montagna, la tua testa leggera e rarefatta e non esistono scazzi con la fidanzata, crucci famigliari, problemi di bilancio. Solo questa nuvola alcolica in cui ti perdi e ti senti dentro una grande famiglia con queste allegre teste di sbronze estranee persone.

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